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di Massimo Meliconi

Una strada sbagliata e inaccettabile per L’Europa democratica e antifascista

In questi momenti difficili e tragici siamo tutti impegnati, In Italia e nel mondo tutto, ad affrontare la pandemia causata dal COVID-19, il famigerato Coronavirus. Così come sappiamo che prima o poi, questo terribile momento finirà. Non sappiamo né quando né come, ma finirà. E tanti già si esercitano sul dopo: già, il “dopo”, vaticinando, proponendo, analizzando dai più disparati punti di vista, delineando in certi casi un mondo migliore o un mondo peggiore. Poi c’è qualcuno che una sua proposta l’ha già non solo espressa, ma messa in pratica, potendoselo permettere, e quindi ci consente di dire qualcosa di più preciso.

L’Ungheria è dal 2004 paese membro della Comunità Europea, ha più o meno gli stessi abitanti della Lombardia anche se la sua economia non è certo paragonabile a quella della regione Italiana, un piccolo paese di cui si non si parla quasi mai e conta pochissimo in Europa; quando si nomina l’Ungheria si associa inevitabilmente al suo leader, Viktor Orban.

E’ andato al governo nel suo paese già dal 1998 al 2002, poi ha rivinto le elezioni nel 2010. Da allora ha vinto due volte ( 2014, 2018), quindi governa tuttora, dimostrando che anche in questi tempi difficili si può essere riconfermati al governo più volte. Un leader fortemente nazionalista, convinto sostenitore dell’Europa dei muri e dell’intolleranza, dei valori di Dio, Patria e Famiglia, fautore a suo stesso dire della “ democrazia illiberale”. Quando cominciò a governare nel 2010 le sue posizioni di estrema destra suscitarono ben poco interesse, fu derubricato a poco più che un incidente della storia, roba da piccola nazione ai confini dell’Europa, che prima o poi avrebbe chiuso la sua insignificante esperienza. Però Orban, che non è certo uno sprovveduto, era ed è tuttora un membro del Partito Popolare Europeo, ha risposto picche a Salvini che voleva stringere con lui a vera e propria alleanza.

Lui deve molto all’Europa, perché L’Ungheria di soldi dall’Europa ne ha presi tanti, pensando ai suoi dieci milioni di abitanti. Per essere il punto di rifermento degli euroscettici di noaltri e non solo non si può dire che con lui la Comunità Europea sia stata spilorcia. Troppo piccolo per dare veramente fastidio, verrebbe da pensare (male) che si sia ritenuto di dargli qualcosa per tenerlo buono, per non creare comunque troppi problemi. Nel frattempo sovranisti, populisti, ultra nazionalisti sono apparsi in varie parti del continente, mentre lui è diventato il fiero animatore del gruppo di Visegrad, i paesi del lato orientale della Comunità che non vogliono migranti, extracomunitari e tutto il resto. Poi, in questi giorni di pandemia e paura, eccolo che mette il sigillo ai vari cambi costituzionali che ha fatto nel suo paese: si è fatto dare dal suo parlamento pieni poteri per affrontare il Coronavirus, come un Mussolini qualunque nel 1925.

E’ sempre un piccolo paese, ma è un paese membro della Comunità Europea in cui si è esautorato il parlamento e un uomo ha preso i pieni poteri. Tutto ciò si definisce dittatura, non c’è altra parola, e qui non siamo in Turchia, siamo nel vecchio continente.. Dunque il cerchio si chiude: come si affronta la pandemia e le sue conseguenze, il dopo? Ci vuole l’uomo forte, di cui si parla parecchio anche nel nostro paese, che non sia vincolato da politici chiacchieroni assiepati in un luogo totalmente inutile chiamato parlamento.

Se poi l’Europa non saprà dare una riposta corale e solidale al virus, si tornerà alle patrie nazionali, e l’insignificante Ungheria diventerà un modello da imitare, un futuro possibile e proponibile, anche nel nostro paese ci sono forze politiche che hanno difeso Orban, e qui non si scherza più. A lui bisogna dare un segnale chiaro e forte adesso, e in primis lo deve fare il Partito Popolare Europeo e la Comunità Europea tutta.

Non ci si può semplicemente accontentare dell’indignazione che abbiamo letto dappertutto, si deve agire subito. Niente dittature nella Comunità Europea, non c’è altra strada; e deve essere chiaro che quella strada, quella intrapresa da Viktor Orban è sbagliata e inaccettabile.

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